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GaoGaiGar Pose+ vs Bandai

In attesa dell’uscita del GaoGaiGar Pose+, penso sia interessante proporvi un confronto tra le foto promozionali del Pose+ e quelle del GX-68.

In tutte le foto qui sotto trovate a sinistra il Pose+, al centro un’immagine dall’anime (tratta dalle schede all’intervallo di ogni episodio), a destra il Bandai.

Iniziamo con Gaigar:

Drill Gao:

Stealth Gao:

Liner Gao:

Nel caso di Linear Gao, trattandosi di un oggetto reale, penso possa aver senso proporvi una foto reale dello Shinkansen 500, da cui evidentemente GGG ha tratto ispirazione. Qui penso che Pose+ abbia davvero sbagliato, questo è un oggetto reale, potevano aggiungere dettaglio a partire dal vero treno, non inventarsi altro…

E infine, una foto del GaoGaiGar dopo la Final Fusion:

Penso che le immagini parlino da sole: il GGG Bandai è essenzialmente una copia fedele dell’anime; è veramente la riproduzione esatta di quanto visto nella serie. Il Pose+ ha evidentemente un livello di dettaglio ben superiore, ma questo dettaglio è di fatto frutto di una rivisitazione in casa Pose+, analogamente ad esempio a quanto fatto da Bandai nella serie Metal Build.

È un bene, è un male? Lascio a voi la valutazione… personalmente penso di farmi bastare il GX: non amo particolarmente le rivisitazioni. Il Pose+ è comunque oggettivamente molto bello e sono certo sarà anche il top tecnicamente… ad un altro prezzo ci si poteva anche pensare. Ma così rinuncio decisamente!

GX-95 Gordian

Non scrivo su questo blog da anni (quasi 10 anni per essere precisi…), ma le controversie su questo soggetto mi hanno spinto a condividere con voi qualche considerazione, senza voler scrivere una vera e propria recensione.

Il modello montato a me sinceramente piace: sicuramente le proporzioni sono un po’ particolari, con la spalle così evidenti, ma di persona le sproporzioni tendono a sparire, e si apprezzano sculpt e materiali (il metallo è davvero onnipresente). O almeno, per me è stato così.

Interessante notare come si veda in “trasparenza” il robot sottostante… anzi, entrambi i robot sottostanti, visto che alcuni dei particolari visibili anche in questa configurazione sono di Protesser (si notano il blu e la griglietta dentro Delinger).

In versione robot separati, devo dire che l’effetto mi piace molto meno: si vedono troppi buchi ovunque, e le trasparenze viste sopra fanno vedere particolari che non si dovrebbero vedere (viti ad esempio).

C’è poco da fare: il robot è pensato con questa idea in mente: rendere “l’idea di Gordian” mostrando la composizione stessa a matrioska del soggetto anche col soggetto montato, creando fessure, griglie e trasparenze, che sicuramente non c’erano nell’anime, ma che secondo me lo rendono molto interessante. Innegabile anche il fatto che abbiano voluto in qualche modo richiamare il classico vintage Popy… del resto insito nel fatto che la serie si chiami Chogokin Tamashii.

L’impatto generale comunque non mi dispiace affatto, anche in questa configurazione. Chiaro che un risultato decisamente migliore si avrebbe comprando una seconda copia che permetta di esporre Garbin con dentro almeno Delinger e Delinger con dentro almeno Protesser… costasse di meno si potrebbe anche fare.

Interessante anche il confronto col Delinger CM’s, infinitamente più piccolo. Visto che lo nominiamo… la mia opinione è che, con tutti i difetti che potremmo attribuirgli, questo Gordian spazzi decisamente via il vecchio CM’s e che sia quindi in ogni caso, almeno per ora, il miglior Gordian sul mercato.

Di seguito varie immagini degli step di trasformazione

EX Shin Getter 1 e ali rotte

È finalmente stato rilasciato da Fewture l’EX Gokin che si attendeva ormai da quasi 2 anni: lo Shin Getter 1; pur non avendo secondo me la stessa forza “dirompente” dei primi EX Gokin ed essendo a questi inferiore, il robot è comunque esteticamente davvero bello.

Purtroppo il controllo qualità Fewture ha colpito ancora: il problema delle ali è purtroppo ancora presente, tanto che Fewture ha pubblicato sul suo sito indicazioni su come maneggiare le ali per non spezzarle, e al tempo stesso sui forum asiatici iniziano ad apparire le prime foto con le ali rotte.

(foto da vari forum asiatici, per ora non penso di prenderlo)

…so take these broken wings…

Indizio sul GX-61

Pubblicato da Bandai un nuovo indizio sul prossimo Soul of Chogokin GX-61!

三体合体ロボ ovvero “robot unione di tre corpi”.

Potenzialmente potrebbero essere una buona decina: un qualunque Getter, Daiapolon, Arbegas, Daikengo, ecc. Io però punterei su uno di questi due, entrambi presenti nella lista dei chogokin più desiderati in JP:

  • Saikyo Robot Daioja, l’ultimo super robot classico di Sunrise
  • SRX, splendido combiner da Super Robot Wars

Vedremo…

Brave Gokin 34 Barattack

E chiudiamo per oggi con quello che probabilmente agguanta con forza il premio di peggior modello del secolo, il povero Barattack by CM’s.

Il modello è di una fedeltà che oserei definire eccellente. Come vedete dalla foto il modello rappresenta perfettamente il suo omologo animato. Piccolino ma essendo panciuto non si nota più di tanto.

Nella scatola sono inoltre presenti innumerevoli accessori, che consentono di trasformare il Barattack in varie altre versioni (magari lo avessero fatto per Jeeg!!).

Perché non mi piace allora? Presto detto: il modello non sta letteralmente in piedi, i magneti sono anche potenti ma sono di fatto liberi di ruotare senza nessun freno; giuro che non ho MAI visto nulla del genere. Sembra impossibile che sia stato dato semaforo verde a un modello del genere… nel video penso sia chiaro a tutti che cosa ha combinato CM’s.

Visto il problema di stabilità, non ho voglia di fotografare il resto… metto via con tristezza il mio Balatack sperando che per Jeeg CM’s non ci riservi lo stesso fato…

Full Metal Fighter Red Baron

Articolo oggi su un’altra vecchia guardia.

Questo gokin Bandai del 1994 può essere di fatto considerato un precursore delle successive linee Chogokin (non vintage) del 1996 e Soul of Chogokin del 1997.

Red Baron è tratto da un anime dello stesso anno, a sua volta rivisitazione del vecchio Tokusatsu del 1973.

Il modellino è di fatto un blocco di zama, pesante e ben rifinito. E’ uno degli ultimi oggetti Made in Japan del settore (come riporta “orgogliosamente” la scritta sul fondoschiena). Più che discrete le articolazioni e ottima la scatola, con tanto di vetrinetta trasparente.

Sono anche presenti accessori per la trasformazione (purtroppo su sprue) e adesivi da incollare. Nel mio caso sono tutti ancora in scatola.

In definitiva un buon modello, tale da non farmi desiderare una rivisitazione. Si trova ancora ampiamente sotto i 100 euro, se volete un pezzo storicamente interessante, di estetica accattivamente e ben fatto, ve lo consiglio vivamente.

GD-02 Kankichi Ryotsu

Ed è finalmente arrivato il momento di presentare il pezzo più assurdo che abbia mai comprato nella mia carriera collezionistica.

Una breve premessa storica: la vecchia linea Chogokin partita nel 1974 aveva di fatto 3 componenti: una componente Super Robot (che è quella che ci interessa maggiormente), una componente Sentai / Super Sentai (anche interessante), una componente di pupazzetti più o meno improponibili (all’epoca c’era anche il Chogokin di Topo Gigio…)

Nel 1996, dopo 10 anni esatti, Bandai decise di riesumere la serie Chogokin che si era interrotta nel 1986 col GC-39. I primi 3 furono scelti come rappresentanti delle 3 anime che vi citavo:

  • GD-01: Kabuterios (un robot Sentai)
  • GD-02: Kankichi Ryotsu (“pupazzetto”)
  • GD-03: God Raideen (super robot)

Proprio del GD-02 ci andiamo ad occupare. Chi mi conosce sa che prendo in giro questo pezzo da un decennio… trovata un’asta a 25 euro ho deciso che era il momento finalmente di comprarlo 🙂

Tra l’altro, secondo Zinc Panic e altre fonti, questo è il primo Chogokin progettato da Nonaka Tsuyoshi, che andrà l’anno successivo a prendere il timone del progetto Soul of Chogokin.

La serie, pur essendo per lo più ignota in Italia è tra le più famose in giappone: Kochira Katsushika-ku Kameari Kōen Mae Hashutsujo, per gli amici Kochikame. Il manga è pubblicato ininterrottamente dal 1976 e ha superato 173 volumi e 135 milioni di copie, l’anime conta 373 episodi.

La scatola è nella norma per la serie Chogokin, l’oggetto è Made in Japan (No China!)

L’aspetto è quello che è: sembra Elio vestito da poliziotto. Il contenuto metallico è più che buono: un buon 60% del corpo è diecast. I pugni sono sparanti, sono fornite uno scudo e una pistola (che non ho tolto dalla sprue). Testa e petto si aprono mostrando… boh!?!?

E ora perculatemi liberamente 😀

GX-58 Andromeda

Insieme alla sua sorella Yamato, questa Space Battleship Andromeda segna una importante novità per Bandai: per la prima volta delle astronavi vengono incluse nella serie maggiore Soul of Chogokin, invece che nella Soul of Popynica come era stato in passato.

Molti hanno storto il naso, ma a quanto pare la scelta di Bandai ha pagato, visto che il successo di queste navi in madrepatria è stato enorme. Decisamente minore invece il successo in Italia: solo pochi collezionisti le hanno comprate.

Comincio col dire che questa Andromeda è veramente spettacolare, davvero massiccia ed enorme; lo sculpt è veramente perfetto, anni luce avanti rispetto alla precedente uscita Daigokin.

Il metallo è presente in quantità decisamente maggiore rispetto alla precedente BPX-01, ma comunque siamo ancora ben lontani dal contenuto diecast di Aoshima; a occhio, sono in metallo il motore, la parte superiore su cui poggia il ponte di comando, i “reggimissili” inferiori, la parte anteriore della chiglia, le torrette. Direi 25% metallo, 75% plastica.

Ultima nota sui mitici “cazzilli luminosi”: le nuove navi hanno fortunamente eliminato la bruttissima pulsantiera della BPX, incorporando un comodissimo telecomando, che permette all’Andromeda di presentarci numerosi effetti sonori, varie musiche tratte dall’anime, e degli splendidi effetti luminosi+sonori per i cannoni a onde e i motori.

Oltre alle foto aggiungo, per la prima volta su Chogokin Mania, un video:

In definitiva, secondo me la migliore rappresentazione sul mercato della Andromeda; probabilmente chi dà enorme importanza al metallo continuerà a preferire la Daigokin, ma secondo me non ci sono davvero paragoni.

Bene Bandai, ma la regina della navi Aoshima rimane probabilmente imbattuta. Ma ora… sotto coi robot! CUMPRATE CAZZILLI LUMINOSI!!!

Robot Junior

Un update un po’ diverso dal solito per uno dei grandi (o forse piccoli?) assenti nella serie Soul of Chogokin: il Junior Robot (Robot Junior in versione originale), il buffo robot pilotato da Shiro Kabuto.

Il robot è stato una delle prime uscite per l’originaria serie Chogokin, per la precisione il sesto; è infatti uscito come GA-06 nel 1975, subito dopo i due Mazinga e i 3 Getter.

Quello che vi mostro non è però il vintage (costa troppo purtroppo), ma uno degli splendidi gashapon con parti in metallo rilasciati da Bandai tra il 2002 e il 2003. In questo in particolare sono in metallo le parti blu delle gambe.

Spero che questo post possa servire da augurio per un futuro SoC: ci terrei davvero ad avere un Junior SoC!!

GX-56 Bakuryu

E finalmente, dopo 4 mesi dalla prima uscita, si conclude il progetto Tobikage con questo fantastico Bakuryu.

Direi che la serie si conclude in bellezza; secondo me il Bakuryu è infatti esteticamente il più gradevole tra i tre, sia nella versione robotica che nella trasformazione in drago.

Contenuto in metallo simile alle precedenti uscite: la maggior parte del busto (al di sotto delle componenti necessarie per la trasformazione come ad esempio la testa del dragone), copri-avambraccio e parte dei piedi. Il peso è comunque prossimo ai 4 etti, decisamente soddisfacente.

A breve vedo di integrare la recensione con una foto di tutti i Chogokin tratti da Ninja Senshi Tobikage.